L’Amministrazione Comunale ha ritenuto di valorizzare la frazione di Robegano ponendo in
vendita la proprietà pubblica
della ex scuola media e gran parte del campo sportivo di Robegano
per interventi di edilizia privata.

Verrebbero consentiti mc. 1500 nell’area ex medie e mc. 3.900 nell’ex campo sportivo, per
complessivi mc. 5.400 equivalenti a 24 alloggi di 75 mq. con l’obbligo dell’acquirente di provvedere
alla sistemazione di una parte dell’attuale campo sportivo a verde attrezzato (per un terzo non
usufruibile per l’abbassamento del terreno destinato a vasca di laminazione) e parcheggio e dello
spostamento della via Perosi a ovest dell’ex scuola.

La vendita è stata resa possibile dall’approvazione di più varianti allo strumento urbanistico (P.I.)
senza che vi sia stata alcuna forma di consultazione e partecipazione della cittadinanza
prevista come obbligo dall’art. 18 della legge reg.le 11/2004.

Il Sindaco scrive che “l’operazione non comporta nessun esborso economico da parte del Comune
perché il valore delle opere equivale grossomodo a quello della vendita delle aree”.

I dettagli dell’operazione non si conoscono perché ricondotti al progetto dell’impresa
acquirente
e al permesso di costruire convenzionato.

A seguito di pubblicazione del bando di vendita in data 17 giugno, 180 cittadini hanno
sottoscritto la richiesta al Sindaco di una riunione pubblica informativa prima della
scadenza del termine del bando (17 luglio)
manifestando la loro contrarietà alla vendita delle
aree pubbliche.

Alcuni cittadini hanno quindi costituito il Comitato che intende intraprendere ogni iniziativa per
convincere l’Amministrazione a recedere dalla sua decisione.

Siamo contrari alla vendita delle aree pubbliche ex scuola media e campo sportivo di
Robegano
per i seguenti motivi:

  • le due aree vengono considerate beni e spazi insignificanti da dismettere e alienare senza
    adeguata motivazione anziché beni pubblici acquisiti nel tempo, centri di vita della comunità
    che hanno contrassegnato la storia, la cultura, le relazioni della stessa, che per questo vanno
    mantenuti come luoghi vitali reinterpretandoli nella loro funzione sociale in una visione di
    riqualificazione del centro urbano che deve rispondere alle esigenze di incontro e di espressione
    della collettività;
  • l’area a verde ed i parcheggi sistemati in contraccambio e il trasferimento della via Perosi
    non rappresentano centro di vita della comunità
    e non risultano adeguati perché saranno
    assorbiti e annullati dalle esigenze di spazi e di parcheggi dei nuovi residenti che andranno a
    rendere più caotico il traffico e la sicurezza di un centro già problematico soprattutto per chi
    usufruisce dei servizi come la scuola materna, il cinema, i banchetti di mercato, le celebrazioni
    liturgiche, ecc.;
  • con questa operazione l’Amministrazione atrofizza la frazione e rinuncia per sempre a
    qualsiasi spazio proprio e pubblico che possa garantire un reale sviluppo necessario del
    centro di Robegano
    e della piazza nella sua funzione di luogo privilegiato di incontro, di
    aggregazione, di manifestazioni, di sagra, di mercato, di vita della frazione. Mantenere la proprietà
    pubblica è già un investimento che potrà prendere forma nel tempo secondo le opportunità
    economiche che potranno esserci;
  • per le conseguenze degli interventi edilizi non vi è alcun vantaggio economico per
    l’Amministrazione comunale
    la quale ha comunque la possibilità di cedere volumetria e di
    trovare forme di coinvolgimento del privato mediante edificazione in zone più idonee per lo
    sviluppo del paese.
    Contiamo in una grande partecipazione popolare di famiglie, giovani, anziani, che possa
    cambiare la decisione dell’Amministrazione
    anche attraverso lo strumento del referendum.

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